Imminente un attacco atomico contro gli Stati Uniti ?

E’ imminente un attacco atomico contro gli Stati Uniti? E’ in pericolo l’Amministrazione Trump? In questo articolo cercheremo di fare delle ipotesi e dare delle risposte.

Nota di Aggiornamento del Modello Predittivo CRNE

Continua il processo di “Decoupling” tra Stati Uniti e la Cina, ossia la separazione di qualunque attività economica, scientifica e tecnologica tra le 2 nazioni. La guerra tra gli Stati Uniti e Cina non comprende solo i dazi, come i notiziari italiani lasciano intendere, ma in realtà è molto più vasta, profonda e grave. Come specificato nel Report CRNE 2019, la Cina è considerata dai militari americani una minaccia per la libertà nel mondo, pertanto l’amministrazione Trump del governo degli Stati Uniti ha deciso di separarsi in tutti i modi possibili dalla Cina. Il decoupling comprende tutti i settori: Technology, Human Talent, Currencies & Investment.

https://www.axios.com/kevin-rudd-decoupling-us-china-trump-xi-jinping-d7f6797f-8a94-4450-8447-583a4023bfa8.html

La guerra commerciale in atto dovrebbe concludersi con il “delisting” dalla borsa di New York delle principali company cinesi, che distruggerebbe economicamente la Cina con perdite per almeno 500 miliardi di dollari. In pratica l’amministrazione Trump vuole espellere tutte le aziende cinesi dalla borsa di New York.

https://www.reuters.com/article/us-usa-china-listings-explainer/explainer-what-delisting-chinese-firms-from-u-s-stock-markets-could-mean-idUSKBN1WF17S

Riusciranno gli Stati Uniti ad arginare l’espansione economica, tecnologica e militare sul pianeta della Cina con il decoupling e il delisting? In questa nota di aggiornamento in cui si evidenzia il rischio di un attacco atomico contro gli Stati Uniti, il Centro Ricerche Nuove Energie ritiene improbabile questa vittoria degli USA contro la Cina con il solo uso del decoupling e del delisting. Per il CRNE i militari americani sottovalutano la Cina, che ha alleati dotati di armi atomiche, che possono essere usati come strumento di rappresaglia contro la “Road Map” del decoupling e del delisting.

Cosa dicono gli analisti

Ricordiamo che da tempo molti analisti sono concordi sull’ipotesi che gli USA possano subire un first strike, in particolare alla costa est, quella più economicamente attiva, con un attentato con armi atomiche o tramite un attacco a sorpresa in stile Pearl Harbor con armi di distruzione di massa. Osservando le statistiche si nota che tra il 2002 e il 2012 sono stati sventati 50 attentati e che 8 di questi erano stati pianificati con armi di distruzione di massa.

Una ipotesi ben consistente tanto che per molti analisti non si parla più di “se avverrà un attentato atomico” ma di “quando avverrà un attacco atomico”. Graham Allison  nel suo libro del 2005 Nuclear Terrorism, The Ultimate Preventable Catastrophe, ne è più che sicuro.

Inoltre sul New York Times. Nel pezzo intitolato “An American Hiroshima,” Nicholas Kristoff in un editoriale agghiacciante oltre a citare il libro di Graham, fa riferimento a studiosi accademici e autorevoli personaggi politici e dei servizi segreti (fra cui William Perry, ex segretario alla Difesa) per ricordarci che la detonazione di un ordigno nucleare in una grande città americana a opera di terroristi islamici è una possibilità del tutto reale. William Perry affermava nel 2004 che vi è la reale possibilità che un attacco terroristico con armi nucleari si verifichi entro questo decennio, cioè entro il 2010 e, viste le statistiche, abbiamo visto che non si sbagliava. E se c’è un periodo carico di tensioni ed un movente da cercare, questo periodo appare senza dubbio il più probabile.

 

Amministrazione Trump in pericolo?

Inoltre la scelta dell’amministrazione Trump ha procurato vasti malumori e critiche feroci perfino negli stessi USA dove molte persone non vedono di buon occhio questa linea di condotta. Forse non è un caso se l’amministrazione Trump è così oggetto di richieste di indagine e di empêchement per fermare in ogni modo Trump e il suo governo. Fino a dove si spingeranno i suoi oppositori? Useranno mezzi legali oppure cercheranno di toglierlo di mezzo in ogni modo dato che è un personaggio a dir poco “scomodo”? Come reagirà l’élite del comparto militare industriale aderente al NWO, la stessa che uccise Robert e John Kennedy? Sono domande più che lecite.

Guerra per procura

Dal punto di vista bellico per avere un quadro dell’importanza degli alleati militari di secondo livello, basta guardare quello che è successo negli ultimi anni in medio oriente, dove le grandi nazioni evitano di combattersi frontalmente, ma lo fanno solo per procura, armando forze alleate e facendole scontrare fra loro, oppure lanciando contro la parte opposta un alleato ben armato; esempio: Arabia Saudita e Iran la guerra per-procura

https://www.notiziegeopolitiche.net/arabia-saudita-e-iran-la-guerra-oer-procura/

Insomma per il CRNE la Cina non si lascerà sconfiggere e impoverire senza reagire agli Stati Uniti, una Cina passiva è una visione erronea della guerra in atto, anzi diciamolo la manovra americana è ingenua, tardiva e disperata. Se si voleva fermare la Cina lo si doveva fare almeno 15 anni fa, quando la globalizzazione, o meglio la delocalizzazione in Cina aveva cominciato a distruggere l’economia occidentale, oggi invece diventa militarmente pericoloso fermare la Cina, che ha alleati dotati di armi atomiche, come la Corea del Nord, o l’Iran.

https://it.insideover.com/politica/quel-maxi-investimento-della-cina-che-tiene-a-galla-liran.html

Espansione senza ostacoli

La realtà è che alla Cina interessa proseguire con ogni mezzo e senza scrupoli la sua espansione economica, tecnologica e militare, e nel mondo solo gli Stati Uniti costituiscono un freno all’espansionismo mondiale cinese. Traendo le conclusioni da questa disamina rimane da stabilire quanto probabile sia un attacco atomico contro gli Stati Uniti da un alleato della Cina. Insomma se è vero che storicamente la Cina ha sempre usato la forza militare per imporre il suo espansionismo, come è accaduto in Tibet, o recentemente a Hong Kong, allora è possibile che ricorra di nuovo alla forza militare, anche se non direttamente, magari ordinando un attacco atomico contro gli Stati Uniti per procura attraverso un suo alleato o tramite una organizzazione terroristica.

Certo è vero che la nazione che farà un attacco atomico contro gli Stati Uniti verrebbe successivamente rasa al suolo dall’esercito americano, e sicuramente questa rappresaglia avverrà con armi ad energia diretta di ultima generazione, ma resta il fatto che la Cina ne uscirebbe indenne dal decoupling e dal delisting, e proseguirebbe la sua espansione planetaria, mentre gli Stati Uniti ripiegherebbero su se stessi.

Dopo l’attacco agli USA la conquista economica dell’Europa

Troppo facile immaginare che dopo un attacco atomico contro New York, la Cina tornerebbe a finanziare le sue big company sulla borsa di Londra, o sull’indice tecnologico del Dax, facendo razzia di tutte le aziende tecnologiche europee, in modo da raggiungere il suo obiettivo di diventare entro il 2025 la nazione al mondo leader in intelligenza artificiale e robotica.

Il naturale sviluppo di tutto questo è la tirannia tecnologica planetaria cinese, fatta di crediti sociali inseriti nei microchip sottocutanei, interfacce neuronali per cancellare i pensieri dei dissidenti, e uno spinto Transumanesimo che porterà alla nascita di uno spietato governatore cyborg. Qualcuno potrà affermare che questa sia solo fantascienza, fantapolitica e una visione distopica del futuro. Ma è una ipotesi da considerarsi al pari delle altre. Di certo l’impero del Sole cinese non resterà fermo mentre l’Amministrazione Trump cercherà di metterlo all’angolo.

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